‘Lo ammetto, sono malato’: Platinette parla dopo l’ictus, svela l’inizio della patologia

Platinette ha detto di essere ‘malato’ per via della sua obesità, svelando anche quando ha iniziato a soffrire di questa patologia.

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Platinette
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Platinette, al secolo Mauro Coruzzi, ha rivelato il motivo per cui ha iniziato a soffrire di obesità.

In occasione della Giornata mondiale dell'obesità, celebrata ieri 4 marzo, il volto tv 68enne, ha spiegato all’Adnkronos che la sua è una vera e propria patologia.

“Oggi ho 70 anni ma da sempre convivo con una obesità grave. Ho iniziato a soffrirne per un grande dolore dovuto ad una delusione d'amore quando di anni ne avevo 18”, ha confessato.

“Lo ammetto, sono malato, l'obesità è una patologia di cui non ci si deve vergognare. Ma sia chiaro, oltre che un grave problema di salute pubblica è soprattutto un disturbo mentale”, ha aggiunto.

“I nutrizionisti se lo mettano in testa, senza il supporto degli psicologi il paziente non ne verrà mai fuori”, ha sottolineato.

Platinette ha detto di averle “provate tutte” le diete e che anche la sua nutrizionista “si è arresa”.

Quindi è "ricorso alla chirurgia bariatrica, decisiva per la mia sopravvivenza”. Lo scorso anno infatti ha avuto un ictus ischemico.

“Certo, l’intervento non è un sostituto della dieta, non puoi farlo a ripetizione. Nel mio caso, i medici hanno acconsentito perché sanno che ho un rapporto molto deviato con l'alimentazione e non posso dar loro tutti i torti. In questo non sono un buon esempio anche se dopo l’ictus mangio molto meno”, ha fatto sapere.

“Convivo con la mia condizione come posso, cerco di non prendere peso, di essere meno dipendete dal cibo. Tuttavia, ho sempre in casa riserve alimentari in grandi quantità, come se ogni sera dovessi preparare una cena per dieci persone”, ha ammesso.

Coruzzi ritiene che lavorare a livello mentale sia forse il primo passo da fare: “Bisogna capire perché tanti pensano in continuazione al cibo e perché presuppongono che solo dal cibo possano ottenere benessere e soddisfazione”.