‘Sono stato dal dietologo, ho perso 6 chili in 3 settimane’: Leo Gassmann racconta la sua incredibile trasformazione
Leo Gassmann, attore e cantante, ha raccontato la sua incredibile trasformazione per interpretare Califano in tv.

Leo Gassmann è diventato Franco Califano per il film tv ‘Califano’, della Rai.
Per mettere i panni del defunto cantautore, scomparso nel 2013, il 25enne, figlio di Alessandro Gassmann e nipote di Vittorio Gassmann, ha subito un’incredibile trasformazione.
Ha perso sei chili in sole tre settimane. Una perdita di peso molto veloce, che può essere eventualmente affrontata solo con supporto medico. Così è andato dal dietologo.
Parlando di come si è calato nei panni di Califano, ha spiegato al settimanale ‘Gente’: “Ho lavorato con una costumista straordinaria: Franco era alto sette centimetri più di me quindi lei voleva che il mio corpo fosse più asciutto per sembrare più slanciato”.
“Sono stato da un dietologo, ho perso sei chili in tre settimane. Mi sono allenato sei giorni a settimana con un personal trainer: mi svegliavo alle cinque e andavo a correre, mi costruivo all’alba. Poi ho messo dei tacchi di legno di 8-9 centimetri, la notte avevo i crampi alle gambe e quella è l’unica cosa che non mi manca”, ha fatto sapere.
Dalla musica Leo ha deciso di passare anche alla recitazione: “Ho riscoperto le mie radici, che poi non ho mai accantonato. Semplicemente ho aspettato il momento giusto per poterle conoscere meglio. Ho sempre fatto musica e continuerò a farla, è la mia più grande amante, però la recitazione è arrivata in un momento in cui ne avevo veramente bisogno”.
Per lui la recitazione è di famiglia: “Non so se ereditiamo qualcosa, ma so che se cresci in un ambiente inizi ad assomigliargli. Io sono cresciuto in mezzo ai teatri: a 4 o 5 anni, dopo la scuola, andavo dai miei genitori in tour o c’erano attori che giravano per casa. È stato come crescere in un circo: il set è casa mia, il teatro è casa mia. Spetterà al pubblico dire se lo so fare bene o male, ma è la cosa che amo fare e per la quale morirei”.
A chi dice di rivedere in lui un po’ del nonno Vittorio, uno degli attori più importanti della storia del cinema italiano, risponde: “A me fa un immenso piacere che le persone si ricordino di lui guardando me. Sono il suo primo fan, come di papà, di mamma e di tutta la mia famiglia. Oltre a essere dei professionisti, sono persone oneste che mi hanno insegnato dei valori e dato la possibilità di essere felice. Però chi ha conosciuto nonno non me lo dice per l’aspetto fisico: mi pare di capire che fosse vicino a me anche a livello umano, quindi forse lì c’entra il Dna. Io ero piccolo quando se n’è andato, ma lo vivo attraverso i racconti delle persone e il suo grande repertorio. Questo mi dà la possibilità di ricostruirlo come un puzzle”.